L’odore
del caffè caldo si sparge mentre esco dalla cucina. Così lo copro con la mano
per preservarne l’aroma.
So
che lui preferirebbe una birra, ma non ce ne sono qui. Siamo pur sempre in una
scuola…
Busso
col dorso sul legno dello stipite. Il rumore attutito dal guanto che indosso.
Anche
se è aperto.
Non
mi sta guardando. Non ne ha bisogno. Probabilmente sa già che sono qui.
Dall’odore.
So
che è una delle sue caratteristiche peculiari. Logan percepisce l’odore delle
altre creature che gli sono vicino in modo molto più intenso rispetto a tutti
noi.
Credo
che sentire il mio, in un momento come questo, possa farlo stare un po’ meglio.
O
forse m’illudo.
“Ne
vuoi?” gli offro dalla soglia della porta della sua stanza, tenendo nella mia
mano guantata la tazza calda e colma.
Lui
steso sul letto, senza maglietta e col sigaro in bocca, mi fa una smorfia.
Come
avevo immaginato, rifiuta.
Non
mi aspetto che mi inviti ad entrare nella sua camera. Non ci sono mai stata che
poche volte.
Giro
su me stessa, pronta ad andarmene.
Non
c’è molto che io possa fare per lui. Nemmeno so esattamente come possa
sentirsi.
La
donna che riteneva di amare ha fatto due scelte. Una più dolorosa dell’altra.
L’uomo
che l’ha creato, che ha reso Wolverine –la Bestia- è morto portandosi nella sua
tomba di acqua e ghiaccio le sue risposte.
Non
c’è molto che io possa fare per lui.
Mi
porto indietro i capelli e li raccolgo con le mani in una coda prima di
lasciarli scivolare di nuovo sulle spalle coperte dalla sciarpa scura e
leggera.
Inizio
già a percorrere il corridoio.
“Ehy
ragazzina,” sento la sua voce dalla porta aperta.
Mi
giro.
E
me lo ritrovo vicinissimo.
In
piedi.
Sulla
soglia.
Dietro
di me.
Praticamente
nudo, se non fosse per i pantaloni.
E
il suo petto muscoloso, solido e confortante mi occupa tutto il campo visivo.
Uguale
a come l’ho visto la prima volta a sedici anni, mentre combatteva in una gabbia
in uno sperduto bar di un’ancor più sperduta cittadina canadese.
“Si?”
gli dico alzando lo sguardo verso quei suoi incredibili occhi umani.
Mantenendo
un tono calmo, mormorante.
So
che Logan odia i rumori squillanti.
“Grazie”
mi dice solo.
E
me lo dice in un modo strano, diverso.
Con
una voce che non sono abituata a sentire.
Una
voce roca, stanca, bassa ma in un certo modo… dolce.
Fa
due passi indietro lui, piano. Senza fretta. Prendendo congedo.
E
non riesco a spostarmi. Sembra che il mio corpo si rifiuti di obbedirmi.
Sono
ancora qui.
Davanti
alla sua porta chiusa.
***
“Ciao
Marie. Ti ringrazio di essere venuta”
mi dice la voce calma del professore appena entro nel suo studio. “Ti
prego, siediti”
“Perché
ha chiesto di vedermi Professore?”
Non
voglio sembrare scortese, ma sono impaziente di andarmene!
C’è
molto nella mia testa. Molti pensieri, alcuni dei quali non faccio che
rifiutare e nascondere, conservandoli sotto la dicitura
–impossibile-fattene-una-ragione-
E
stare nella stessa stanza con un telepate può risultare abbastanza fastidioso.
“Perché
vorrei parlarti di Logan”
Ecco,
appunto…
“Abbiamo
tutti potuto notare, recentemente, la tua attenzione verso di lui. E credimi,
l’apprezziamo.”
Annuisco.
“Dove vuole arrivare?” chiedo senza mezzi termini.
Andiamo
la prego, salti i convenevoli…
Anche
il buon vecchio professore annuisce.
“So
che ciò che è accaduto ad Alkali lake ha sconvolto il gruppo. Abbiamo tutti
perso una preziosa compagna. Ma Scott ha perso la donna che amava. E anche
Logan.”
Fa
una pausa.
Aspettando
forse che il mio colorito torni naturale.
Devo
essere sbiancata.
Non
che non lo sapessi, naturale che lo sapessi…
Ma
sentirmelo dire con la tranquillità della accettazione è come spararmi un colpo
in fronte senza aspettarcisi nemmeno che gema.
Solo
quando ricomincia a respirare il professore prosegue.
“Ma
per quanto la perdita di Jean ci addolori, quello che mi preoccupa è un'altra
questione. Logan è un uomo forte, e lo è anche Scott. Sono sicuro che sapranno
trovare dentro di loro la forza di superare questa scomparsa dolorosa. Ma Logan
non ha lasciato ad Alkali lake solo la speranza di un amore. Ha perso l’unico
al mondo che, per quanto ne sappiamo, potesse fornirgli delle risposte sul suo
passato.”
Adesso
comincio a capire veramente. Sento di nuovo il sange affluire nelle mie
terminazioni nervose periferiche e riscaldarmi le mani e i piedi gelati.
“Logan
è da sempre alla ricerca del suo passato. Ma ciò che ha perso nessuno potra
restituirglielo.
Io
preferirei che lui si concentrasse sul presente. Che cercasse una sua stabilità
senza indulgere sulle sue oscure memorie perdute. Ma non è quello che lui
vuole.” Dice passando una mano elegante e rugosa sulla superfice di mogano
della sua scrivania
“Gli
ho promesso il mio aiuto, quando siete entrambi arrivati qui. E il mio aver
taciuto ciò che sapevo su Striker ha avuto le conseguenze che tutti sappiamo.
Non voglio commettere lo stesso errore, quindi farò tutto ciò che è in mio
potere per aiutarlo.”
Si,
ora mi è chiaro. Ma non ho ancora capito che vuole da me…
“E’
semplice Marie. Quello che voglio da te è solo che tu lo sostenga. Che tu gli
stia vicino. Per una qualche strana ragione Logan non è mai stato in grado d
integrarsi tra noi. Tu hai trovato degli amici, un ragazzo che ti vuole
sinceramente bene. Delle persone di cui ti fidi e che si fidano di te. Logan
no. È sempre vissuto solo. Da che ha memoria. Probabilmente per questo non
lascia che nessuno gli si avvicini. Ma sorprendentemente tu sei l’unica cui ha
permesso di intaccare il suo muro di autodifesa.”
Si,
certo, come no! Siamo talmente vicini che ieri mi ha chiuso una porta in
faccia!
È
chiaro che lo siamo!!
“Altrimenti
perché avrebbe dovuto rischiare la sua vita per salvarti? Perché avrebbe dovuto
prometterti di prendersi cura di te?”
“Perché
ero una ragazzina sola. E quando mi ha assicurato a voi se n’è andato,
Professore. Ha assolto il suo compito e dimenticato la promessa!”
Forse
non sono la persona più obbiettiva del mondo in questo caso, ma credo
fortemente di avere ragione.
“Si,
hai ragione Rogue. Logan se n’è andato dopo averti messo al sicuro.Ma ti ha
lasciato la sua tag, non è vero? L’unico segno del suo passato Rogue. L’unico
legame con la sua memoria perduta.”
“Si,
e quando è tornato se l’è ripresa,” affermo senza scompormi, cercando di
mantenere l’indifferenza che si riserva alle cose che non ci fanno soffrire.
“Se
l’è ripresa, o tu gliel’hai restituita?”
E’
davvero seccante, come dicevo, parlare con un telepate.
Specie
con uno tanto potente…
“…Credi
che sia un gesto privo di valore questo?”
Sta
continuando intanto lui.
Questa
conversazione sta prendendo una piega che non mi piace.
“Professore,
mi scusi, ma non capisco dove vuole arrivare. La prego mi dica cosa vuole da me
e io farò del mio meglio per accontentarla.”
“Va
bene. Come vuoi tu Rogue. Logan mi ha chiesto di iniziare una terapia
farmacologica e di tentare esperimenti di regressione ipnotica. Nonostante io
gliel’abbia vivamente sconsigliato.”
O
mio dio…
“Non
c’è bisogno di essere un telepate per accorgersi che gli esperimenti condotti
su di lui dall’esercito hanno lasciato tracce indelebili. Logan non è a suo
agio nei laboratori.
Ricordo
che la prima volta che fu qui per poco non soffocò Jean quando riprese i
sensi.”
Sorride
un poco il Professore. Un sorriso triste, ricordando la sua allieva prediletta.
“Immagini
quanto possa essere devastante per lui ricorrere a tale metodo? Immagini Rogue
quanto possa essere disperato?”
Si,
mio dio, Charles, lo immagino…
“Vorrei
chiederti di stargli vicino. Tu meglio di chiunque altro sei in grado di essere
un supporto valido e discreto. Proprio ciò di cui Logan ha bisogno.”
Un
supporto? È questo che sarei: un… supporto??
“Forse
non sono la persona adatta per questo compito Charles.”
Se
si è stupito o offeso della mia risposta ha saputo nasconderlo molto bene…
“Vedi
Marie, io credo che voi due abbiate molto in comune.” replica dopo un momento
di assorto silenzio. Si ferma un attimo ancora, cercando di creare l’effetto di
una pausa teatrale.
A
si? E in che cosa saremmo simili io e
l’uomo lupo, sentiamo!
“Tu
sei intoccabile fisicamente Rogue.” Spiega, con un guizzo nello sguardo lucido
che suppongo sia dovuto all’aver percepito il mio commento irriverente.
“Ma
Logan… Wolverine è intoccabile
emotivamente.”
Ci
rifletto solo qualche momento.
In
verità non ne avrei nemmeno bisogno per sapere che ha ragione.
“La
aiuterò.” concludo alla fine.
“Voglio
che tu sappia un’ultima cosa. Ed è necessario che tu la prenda seriamente in
considerazione prima di darmi una risposta definitiva. La terapia
ipnotico-regressiva cui Logan intende sottoporsi può avere esiti inaspettati.
Quasi sicuramete gli causerà una maggiore instabilità psicologica, almeno agli
inizi. È in parte una terapia sperimentale, gli effetti collaterali non sono
del tutto conosciuti. Probabilmente incubi atroci, memorie dolorose, scatti
inconsulti di violenza. Solo per citarne alcuni. Niente che Logan non abbia già
vissuto, almeno è questa la risposta che mi ha dato lui quando gliel’ho fatto
presente. Ciò non toglie che possa rimanere coinvolto emotivamente in
un’escalation di violenza che potrebbe sfociare nell’autoinfliggersi ferite
fisicamente e psicologicamente.” M’informa, con un’efficienza che mi gela il
sangue.
“Potrebbe
essere un pericolo anche per coloro che gli sono vicini Marie.” Insiste, con
una nota più calda nella voce.
“Lo
aiuterò.” ripeto non appena termina il suo discorso.
Non
ha più bisogno di chiedermi se ne sono sicura.
***
“Ehy
ragazzina!”
Logan
mi chiama dal giardino mentre sono affacciata alla finestra della mia camera.
Gli
faccio un segno per rispondere al suo saluto.
Non
credo che sappia della mia chiacchierata col professore. E io non sono
impaziente di dirglielo.
Mi
sembra sereno in questi momenti.
Quando
è fuori, intendo.
Solo.
Lui, la natura. E il vento.
Mi
fa segno di raggiungerlo. E sebbene non ne abbia una gran voglia, infilo la mia
giacchetta di velluto e inizio a scendere le scale.
Incrocio
Bobby nel corridoio.
“Ciao
Rogue.” Mi saluta, baciandomi velocemente per evitare che un contatto
prolungato possa attivare la mia mutazione.
È
gentile. Sollecito. Dolce.
Ma
toglie tutto il romanticismo.
“Dove
vai?”
“In
giardino” rispondo di corsa, senza voglia di dare tante spiegazioni
Bobby
non sa niente di ciò che sta per succedere.
“Da
Logan.” puntualizza lui con una punta di risentimento.
“Si.
Mi ha salutato mentre ero al balcone e mi ha chiesto di raggiungerlo per fare
due passi.
Credo
sia ancora scosso per Jean.” mento sperando che mi lasci in pace. Voglio
rassicurarlo.
E
allo stesso tempo non lo voglio vicino in questo momento.
Sospiro.
Marie, calmati. Mi dico.
“Scusa,
non voglio ossessionarti… è che tu sei stata innammorata di lui per tanto tempo
che…”
“Non
ora Bobby.” Lo blocco, perentoria. “La mia cotta infantile per il mio principe
grigio è finita.
Ora
ci sono problemi più grossi che devo essere pronta ad affrontare. E il periodo
delle favole è decisamente passato.”
Forse
sono stata un po’ troppo dura…
“Sta
tranquillo” mi addolcisco, sfiorandogli il mento e baciandolo sulla tempia.
Mi
dice qualcosa. Ma non lo sento.
Sto
già andando verso di lui.
“Ciao
ragazzina!”
Come
sempre, quando mi vede, sorride.
Uno
dei rari sorrisi di Logan. Quelli che non sono né di derisione, né di amarezza.
Quelli
puliti.
“Ciao
Logan” rispondo. avvicinandomi e quasi toccandolo.
Quasi.
La
gente ha paura quando mi avvicino troppo.
Ritiro
indietro la mano, arrivata quasi a carezzargli la spalla.
Ma
Logan è nato per stupirmi, evidentemente.
Perché
intercetta la mia mano guantata tra le sue e la stringe piano, calorosamente.
Per
poco. Sempre troppo poco.
L’avevo
scordato.
La
lontananza e l’impegno che ho messo negli ultimi mesi per cercare di
distanziarmi dal mio principe grigio mi aveva fatto dimenticare che Logan non
ha mai avuto problemi a toccarmi.
Non
ha mai avuto problemi a farmi sentire toccata con un solo sguardo…
“Come
stai, ragazzina? È da un po’ che non parliamo tu ed io…”
“Sto
bene. Sono preoccupata per te a dire la verità.”
A
che serve mentire?
È
inutile con chi mi legge dentro con la facilità di un telepate solo guardandomi
negli occhi, o annusandomi…
“Ma
non dovresti”
Si
incupisce.
Perfetto!
Ho rovinato la sua giornata in cinque parole e qualche preposizione…
“Scusa.”
“Di
che diavolo ti scusi?”
Ancora
sbagliato Marie.
“Non
voglio farti sentire oppresso Logan. Nè osservato. È che credo di conoscerti un
poco. E vediamo tutti qui quanto sei inquieto. Questo m’impensierisce.”
Bene.
Ho centrato il punto.
Sembra
calmarsi.
“Ragazzina…
io so che tu e… ascolta, Chuck ed io, ma tu non devi…”
Sorrido.
Il mio Logan che non sa trovare le parole…
“Te
l’ha detto, eh?”
Logan
tira un sospiro, sollevato che io l’abbia capito.
“Si,
ho parlato poco fa con Xavier. Dice che vi ha avvertiti tutti di fare
attenzione alle mie possibili… mmm, credo le abbia chiamate intemperanze…”
Ridiamo
entrambi.
Non
una grassa risata. Ma una leggera, intima ilarità.
Confortevole.
“Avrei
preferito dirtelo io.” Mi comunica alla fine lui, in un unico sospiro.
Come
le cose che o si dicono in fretta o non si dicono affatto.
“Logan,
andiamo… come se non ti conoscessi neanche un po’…”
“Ehy,
che vuoi dire ragazzina?”
Buffo,
sembra quasi offeso
“Che
non me l’avresti mai chiesto. Di starti vicino. Non me l’avresti chiesto. Tu lo
sai. Io lo so. E anche il professore lo sa.”
Logan
sogghigna. Senza guardarmi. “Credi di sapere chi sono così bene Rogue?”
“Assolutamente
no. Io non so niente di te Logan. Eppure ho un pezzetto di te nella testa. Non
lo dimenticare. Perché quel pezzetto di te mi suggerisce quello che faresti,
quello che ti ferisce. Quello che ti piace…”
No,
questo è suonato troppo allusivo per i miei gusti.
Infatti
Logan si gira a guardarmi, incerto su ciò che ha sentito.
“Per
questo mi permetto alle volte di credere di capirti.”
“Ma
non lo fai. Nessuno lo fa. Nessuno può sapere cosa mi porto dentro!”
L’ho
perso. Il contatto visivo.
È
tornato a guardare il nulla.
“E
allora perché non me lo dici?” chiedo con voce soffice. Mentre mi faccio più
vicina.
Scatta
all’improvviso all’impiedi. Sembra che voglia mettere quanta più distanza può
fra noi.
“Perche,
credimi, non ti piacerebbe.”
***
Speravo
di potergli parlare prima di andare a dormire.
So
che Logan ama stare alzato fino a tardi. Passeggiare di notte tra gli alberi.
Ma
proprio stasera che avevo bisogno di chiarire il nostro scontro di questo
pomeriggio ha deciso di ignorarmi.
Sa
che sono qui.
Ho
bussato due volte. Piano.
E
ho atteso fuori dalla sua stanza, che mi aprisse, per dieci minuti.
Dal
mio respiro, dal mio odore, dal rumore del mio battito, Logan sa che sono qui fuori.
E
se ha deciso di non aprirmi, non ho bisogno di indulgere nel mio goffo
tentativo di riappacificazione.
È
che ci tenevo.
Domani
è il giorno.
“Buongiorno
Rogue.”
Mi
salutano un po’ tutti quando entro nella grande cucina per la colazione.
Alle
volte vivere in una scuola è una gran rottura di palle!
Avrei
solo voglia di starmene da sola. Imbronciata e impigiamata ad abbrutirmi
davanti alla televisione le ore necessarie a sbollire il nervosismo.
E
invece devo sopportare le occhiate interrogative di un fidanzato che prova a
fare il geloso e quelle ancora torve della causa stessa del mio malumore.
Senza
contare quelle curiose della maggior parte dei restanti.
Mi
verso del caffè e non provo nemmeno a sedermi al mio posto.
Me
ne vado anzi alla finestra dando le spalle alla vociante tavolata, mentre sento
la sedia di Logan, al tavolo di Scott e Ororo, che scricchiola sul pavimento
mentre cerca altro zucchero.
Nessuno
lo direbbe mai.
Ma
al temibile Wolverine, piacciono le cose dolci.
Credo
abbia un debole per il miele…
Guardo
ancora fuori. E così non sento una domanda che mi porge uno a caso dei ragazzi
a proposito di non so cosa.
“Come,
scusa?” dico voltandomi a metà col busto
Un
gruppetto di maschietti nell’età terribile della pubertà inizia a sghignazzare
“Sei
così distratta Rogue! Si vede proprio che sei innnamorata!” dice uno di loro.
“Già,
o magari ieri sera il suo ragazzo l’ha fatta arrabbiare! Ehy Ice-man che hai fatto alla tua ragazza?
Le hai congelato il cuore?” fa eco un altro.
Per
fortuna Bobby è abbastanza misericordioso da non commentare.
Ma
se anche l’avesse fatto, mi avrebbe importato poco.
Nemmeno
l’avrei sentito, fuori, già in corridoio.
***
La
poltrona nello studio del professore, in cui Logan, con tutto il suo peso,
affonda, non deve essere molto comoda per lui.
“Ehy
Chuck, non ha qualcosa di … uh… meno
morbido…?”
Sembra
imbarazzato mentre lo dice.
Ed
è assurdo che un uomo con il suo bagaglio di esperienze, un gene mutane in
corpo e praticamente senza età, possa ancora imbarazzarsi per qualcosa…
Ridacchio,
mio malgrado.
E
me ne pento immediatamente perché Logan mi focalizza all’istante e mi lancia un’occhiata
che mi gela.
Tossicchio
con titubanza. “Professore, non credo sia una buona idea l’avermi chiesto di
assistere…”
Il
professore, con la sua calma attenzione, asserisce.
“Può
darsi,” dice inclinando la testa in avanti. “Ma non è stata mia.” aggiunge
indicandomi Logan con gli occhi.
“Cosa?”
so che avrei dovuto reagire con più non chalance, ma mi è sembrato impossibile
in quel momento. “Vuoi che resti?”
Mi
ha risposto solo: “Si”
Ma
c’era tutto il mondo il quelle due lettere.
“Adesso
voglio che tu chiuda gli occhi Logan. Rilassati. Respira profondamente. Conterò
fino a tre. Nel momento esatto in cui arriverò al tre tu mi dirai dove ti
trovi.”
La
voce del professore è calma. Sembra sapere perfettamente quello che fa.
Bene.
Almeno
uno di noi in questa stanza dovrebbe esserlo.
Logan
è inquieto.
Credo
cominci a sentirsi teso. E se non riesce a rilassarsi la sua prima seduta di
ipnosi non solo non andrà a buon fine, ma sarà anche l’ultima.
Il
professore continua a parlargli a voce bassa. In un tono professionale ma non
distaccato.
Eppure
Logan, dalla mia poltrona nell’angolino lo vedo bene, non riesce a
concentrarsi.
Tiene
gli occhi chiusi, ma si muove a piccoli scatti. Erratico.
“Vogliamo
fare una pausa Logan?”
Lo
vedo sbarrare gli occhi di scatto. “No,” risponde con forza, quasi
istantaneamente.
Il
professore annuisce, comprensivo.
“Rogue
forse sarebbe meglio se tu uscissi. Evidentemente la tua presenza non lo aiuta
a concentrarsi.”
Silenziosamente
mi alzo, mentre cerco di fare quanto meno rumore posso camminando sul parquet e
mantenere integra la mia dignità scheggiata.
Farei
qualsiasi cosa pur di rimanere.
Pur
di vederti Logan, semplicemente esserci mentre affronti questa cosa…
Fermami-fermami-fermami-
Ti
prego, dimmi che hai bisogno di me…
Continuo
a pensarlo. A ripeterlo come una sciocca.
Anche
quando ormai sono già fuori dalla portata della loro vista.
Non
sono andata lontana.
Mi
sono fermata nella saletta attigua allo studio del professore per attendere la
fine della seduta.
E
non ho dovuto aspettare poi molto…
Dopo
una decina di minuti scarsi Logan è uscito, sbattendosi la porta alle spalle.
L’ho
visto fare qualche passo, tornare indietro. Ha messo la testa e parte del busto
nella camera e dopo aver detto qualcosa al professore se n’è andato,
accostandola.
Non
credo mi abbia nemmeno visto.
“Rogue…
potresti venire dentro per favore?”
Sento
la voce del professore dall’interno che mi chiama. Distraendomi dai miei
pensieri cupi.
Entro
e mi siedo davanti a lui senza parlare.
“E’
andata male.” Dico alla fine “Cosa vuole che faccia? Come posso aiutarlo?”
Xavier
si schiarisce la voce e mi sembra in imbarazzo. Il che non è da lui.
“Qualcosa
non va professore, non si sente bene?”
“Rogue,
temo che aver domandato il tuo aiuto con Logan sia stata una decisione
infelice.” Dice alla fine lui, dopo un sospiro. “Avrei dovuto tenere
maggiormente in considerazione i tuoi sentimenti,” aggiunge con un tono più
basso.
“Mi
scusi?”
“Ho
sentito… il tuo pensiero. Mentre uscivi.”
Mi
gelo. Mi pietrifico.
“Senza
volerlo. Ti chiedo scusa.” Aggiunge sinceramente dispiaciuto.
Chiudo
un attimo gli occhi mentre il professore prosegue.
“Da
quando ho saputo che hai iniziato una tenera amicizia con Bobby, credevo che la
tua infatuazione per Logan si fosse trasformata in un caldo sentimento di
affetto. Non avrei mai voluto infrangere la tua privacy e credimi se non fossi
stato tanto concentrato per tentare l’ipnosi sarei riuscito a controllarmi. Ma
mio malgrado, ho potuto leggere quel tuo pensiero.”
“Voglio
bene a Logan. Non è un mistero. Perché in qualche modo… provare dei sentimenti,
per Logan… dovrebbe causarmi sofferenza?”
“Rogue
voglio che tu capisca una cosa: l’ipnosi può davvero risolvere i problemi di
Logan. Può restituire le memorie e la vita ad un uomo che le cerca disperatamente.
Ma allo stesso tempo è un procedimento infido. Che può confondere il soggetto,
può riportare a un livello di coscienza tutto ciò che noi esseri umani
nascondiamo nell’inconscio per proteggerci.”
“Che
significa? Per favore si spieghi meglio…”
“Wolverine
vuole ricordare il suo passato affinchè gli venga restituita la sua vita. Nella
speranza di ritornare l’uomo che era. E certamente si sarà chiesto se valga la
pena ricordare colui che è stato.”
“Credo
che la risposta a questa domanda sia si. O né io né lei, saremmo qui a parlare
di questo ora.”
“Hai
ragione Rogue. Ma c’è una domanda che non credo Logan si sia posto. Sarà capace
di sopportare quanto scoprirà?”
“Mi
sta dicendo forse che Logan potrebbe essere stato un uomo… malvagio? Che
potrebbe… aver fatto… cose cattive?”
“Striker
mi disse che Logan si era offerto volontario per l’esperimento cui fu
sottoposto. Disse che era una Bestia già prima
che diventasse Wolverine… naturalmente potrebbe aver mentito.”
“E
potrebbe aver detto la verità. Lei non è stato in grado di stabilirlo
utilizzando il suo dono in
quell’occasione?”
Il
professore col capo nega lentamente. “Striker mi aveva fatto indossare un elmo
che funzionava come inibitore. Mi impediva di entrare nella sua mente e
scoprire se diceva la verità. E quando finalmente mi liberaste non ebbi più
occasione di parlare con lui…”
Un
peso sembra essermi calato sul petto, togliendomi metà della mia capacità
polmonare.
“Dovremmo
essere pronti a subire le conseguenze di ciò che scopriremo. Credo sinceramente
che Logan lo sia. E io gli darò certamente tutto il mio sostegno. Ma tu?”
Il
fiato mi si spezza. Anso rumorosamente.
Il
professore m’incalza.
“Rogue
come reagiresti se questi ricordi oscuri dovessero demolire l’idea che ti sei
fatta di Logan?
Per
chi provi dei sentimenti? Per il principe azzurro che ti ha salvato dalla
strada e da Magneto? O per il vero Logan, con tutti i suoi limiti, i lati
oscuri?”
Vorrei
lasciar andare il respiro che avevo trattenuto. Ma sembra proprio che l’aria
non voglia né uscire né entrare nei polmoni.
“Perdonami
Rogue, non volevo essere brutale. Ma credo sia ora che tu rifletta seriamente
su ciò che provi. Per il bene di Logan.”
E
per il mio?
“Lei
ha ragione professore. Non sono certa di essere in grado di separare il vero
Logan dall’immagine che ho costruito negli anni di lui. Ma su una cosa si
sbaglia: non l’ho mai idealizzato, non ho mai ritenuto che fosse perfetto. L’ho
visto uccidere. L’ho visto colpire e venire colpito. L’ho visto a terra nel suo
stesso sangue. Ho guardato negli occhi la
bestia e l’uomo. E non mi sono mai tirata indietro. I miei sentimenti non
centrano. Non interferiranno. Non sono qui per me stessa. Sono qui per lui.”
Non
ho più fiato. Non ho più voce.
Le
mie stesse parole mi bruciano la gola.
Le
lacrime mi annebbiano la vista.
I
polmoni mi si stringono torturati da quel peso che li opprime.
L’unica
cosa che posso fare è guadagnare la porta.
Lasciarlo
andare?
Lasciarlo
andare finalmente…