|
  Non era cambiato niente. Continuavano ad esserci vicoli bui, creature in pericolo, grida, odori, sangue, corse, paura. Alcune volte i salvataggi andavano a buon fine. Altre no. Continuava la sua missione. La lotta. Fight the good fight. I motivi, le ragioni, le scuse, la coscienza. Tutto. E niente. In questi tempi di relativa quiete, in questi tempi in cui la sua guerra lo faceva sentire in pace, continuava a pensare che forse era stato uno stupido. Per poco, dopo aver ucciso Hamilton e affrontato le orde dei Senior Partners, avea creduto che quella sarebbe stata una specie di definitiva svolta epocale. Certo, nemmeno per un momento aveva creduto davvero di poter distruggere tutto il male esistente, ma aveva sperato che in un modo o nell’altro sarebbe finita. E che stavolta non ci sarebbe stato un pareggio. Niente equilibrio. La bilancia sarebbe dovuta pendere da una parte o dall’altra. Aveva messo in conto che questo avrebbe potuto significare cessare di esistere. E l’aveva accettato. Naturalmente si sbagliava. Non era cambiato niente. Restavano i suoi doveri. Restavano le cose giuste da fare. I buoni motivi. Le scelte. I sacrifici. E restava il mondo. Là fuori. Sempre uguale. Da duecentocinquant’anni che lui ne era testimone. Da molto prima. Non cambiava mai niente davvero. Pareva che il mondo avesse una sua capacità intrinseca di guarigione. Di preservazione. Di rinascita. E così c’erano stati i lutti. Le emergenze, le catastrofi, i disastri naturali. E soprannaturali. I capi di stato delle nazioni più ricche si erano riuniti. Avevano trovato soluzioni. L’economia era stata risanata. In tanti avevano rubato, distrutto, scambiato, in tanti si erano approfittati. In tanti erano morti. E tanti altri avevano donato, avevano aiutato, avevano ricostruito. E così adesso, a pochi mesi, anni, (non sapeva bene, ora non era più necessario allineare il suo senso del tempo a quello umano) da quello scontro, sembrava quasi che niente fosse mai accaduto. Perché il mondo là fuori aveva una caratteristica che lui non aveva mai posseduto: sapeva dimenticare.
|