FUOCO E GHIACCIO
PRIMA PARTE
1

Si era guardata bene allo specchio quella mattina.
Non sparivano.
I segni.
Quelli che la sua magia le aveva marchiato a fuoco sulla pelle.
Molti dei quali non erano visibili. Alcuni neanche lei riusciva a vederli ancora bene.
Eppure sapeva che c'erano. Così come sapeva che difficilmente qualcun altro l'avrebbe guardata con abbastanza attenzione da farci caso.
Distolse lo sguardo irritata: un'altra giornata stava iniziando. Sarebbe dovuto essere un buon giorno: fuori splendeva il sole. Ma lei non riusciva a vederlo: era ancora immersa nelle tenebre.

§§§

Fuori splendeva il sole, ma non poteva vederlo.
Eppure quella non era una novità.
Spike scagliò il boccale di birra contro il muro.
L'anima dannata. La sua. Aveva il potere di torturarlo, di renderlo debolmente umano ma non di permettergli una banale passeggiata diurna. Come una persona normale.
Come una persona. Dio, lui non era una persona! Un vampiro, un vampiro, un maledettissimo vampiro! Un demone, un essere immondo che doveva strisciare nell'ombra.
Afferrò la bottiglia di bourbon e ne versò un po' in un bicchiere, ci ripensò e attaccò direttamente la fonte. La finì in un paio di sorsate e la gettò a terra, ormai vuota.
Ne prese un'alta sperando di stordirsi.

§§§

Il volo diretto Londra-Sunnydale sola andata era stato orribile.
Non voleva tornare, ma era un pensiero che non aveva messo a fuoco.
Almeno non fino a quando aveva rivisto quel cartello odioso di benvenuto dal vetro sporco del pullman che la riportava a "casa", dai suoi "amici".
Si guardò le unghie, le aveva recise con i denti. Non le era mai successo, perché non si era mai sentita tanto nervosa. Eppure non aveva motivo, giusto? Tornava alla sua vecchia vita, da quelli che l'amavano! Perché il pensiero le era così insopportabile? Forse le mancava Tara?
No, le sarebbe mancata in eterno, le mancava perfino quando era ancora viva.
E non si era mai domandata cosa questo significasse.
Allora cosa? Forse il fatto che tornava ad essere la vecchia se stessa? Ignorata completamente dal resto del mondo? Ora non aveva più nemmeno la magia a renderla interessante, a farla sentire forte, diversa…pericolosa. E poi le mancavano davvero, loro, gli altri?
Le cose che aveva detto su Buffy… non le costava una gran fatica ammettere che le pensava davvero. Non era mai stato facile rassegnarsi ad essere la comprimaria, la seconda, la spalla.
Ma era confortante il potere dell'abitudine.
Mentre adesso… bè aveva assaggiato il potere, c'era forse qualcosa di meglio? -nonono- si riscosse dai suoi pensieri. -non ci cascare. Attentaattentaattenta-
afferrò la sua valigia, mentre scendeva dal pullman.
E si sentì incredibilmente stupida. E sola.
Era notte, ormai. E i suoi amici non c'erano.

§§§

Scagliò l'ennesima bottiglia contro il muro.
Dannazione! Reggere l'alcol così bene non era mai un vantaggio in momenti come quello.
E fu allora che la vide. Richiamata dal fondo della sua mente. E del suo cuore.
E fu sicuro che fosse uno scherzo crudele dei suoi desideri.
Perché dall'angolo buio Buffy Summers gli sorrideva.
Buffy sorrideva mentre copriva la distanza che c'era tra lei e il vampiro con pochi passi sinuosi.
Gli arrivò proprio di fronte beandosi del suo sguardo incredulo. "ciao Spike" gli carezzò la pelle lasciata scoperta dalla camicia sbottonata regalandogli un sorriso falsamente perfetto.
"non dovresti sparire così! Potrei quasi iniziare a preoccuparmi…" cominciò piano a sfilargli la blusa. Spike riassunse un minimo di autocontrollo. "perché, dov'ero andato? Sono sempre stato qui. E tu a quanto pare la strada te la ricordi molto bene." "oh" lei assunse un'adorabile aria imbronciata "non sei più venuto a trovarmi dopo quella volta…" si riscosse fissandola glaciale "quale? Quella in cui mi chiedevi di sparire? Sono stato un gentiluomo, e ho accontentato una signora" la fissò divertito mentre lei lo squadrava famelica "…ma forse Buff ho sbagliato. Dimentico sempre che tu non sei una signora" e la baciò. Ma per lei era troppo.
Seguendo gli ormoni impazziti di una caccia infruttuosa aveva pensato di sfogare su di lui la sua frustrazione, incurante di ciò che lui avrebbe potuto pensare.
Spike era un mostro, non poteva giudicarla. Lei era l'eroina, quella che si sacrificava.
Quella che moriva.
Che diritto aveva uno, che squartava e distruggeva invece di proteggere, di considerarla
una…puttana? Lo allontanò mandandolo a sbattere contro il muro.
Percorse con passi calcolati la distanza che la separava dalla porta, contando nella sua mente.
Uno, due, tre…convinta che l'avrebbe fermata, come sempre. Che avrebbe ceduto.
Si preoccupò quasi quando arrivò al quattro.
Di solito a quel punto lo stavano facendo già da un pezzo! Col cuore in gola pensò
-cinque-
mentre allungava la mano sulla maniglia, preparandosi a odiarlo con tutta se stessa per quanto l'aveva fatta cadere in basso.
Ma la sua mano, sconfitta, come sempre bloccò quella di lei un attimo prima che potesse uscire. Nascose la soddisfazione sotto uno sguardo arrabbiato.
Voleva la capitolazione totale. "non toccarmi!"
sembrava la sua frase preferita a giudicare dall'insistenza con cui la ripeteva!
Eppure era sempre lei a iniziare quel gioco che si faceva via via sempre più faticoso.
"andiamo Buffy lo sai… fatico sempre a tenere chiusa questa fogna!"
lo vide alzare lo sguardo su di lei quasi implorante.
Disposto a degradarsi fino in fondo pur di ricevere un po' di… amore.
Gli toccò nuovamente il petto marmoreo, compiacendosi di sentirlo fremere sotto di lei.
Puttana?
No!
Lei era solo una giovane e bella ragazza americana che si divertiva un po'.
Che male c'era a sfruttare a proprio vantaggio il suo fascino sicuro? No, quella sera non aveva voglia di litigare. Quella sera aveva altre voglie.
"sta zitto e baciami!" le recriminazioni… bè, ci sarebbe stato tempo, dopo…

§§§

Aveva aspettato qualche minuto, non veramente ingenua al punto da credere in un ritardo.
Si erano dimenticati che sarebbe arrivata.
Evidentemente neanche loro erano troppo entusiasti.
Oppure… forse…si, ma certo! Qualche demone! Talmente minaccioso che gli avrà impedito di… si forse più di uno! Quattro, cinque…dieci demoni!
-ma chi prendi in giro?-
oppure magari Buffy sarà occupata con Down e Xander col suo lavoro, o con… Anya.
Allora a questo punto Buffy potrebbe essere "impegnata" con…Spike?
-ma ti importa veramente?-
scosse la testa a rispondersi da sola in quel bislacco dialogo con se stessa e si incamminò.

§§§

Se n'era andata sbattendo la porta. Che si dimostrava sempre più resistente.
Aveva finto di dormire per rendere quella separazione meno stomachevolmente finta.
Eppure era talmente sintonizzato su di lei da vederla vestirsi con calma alla luce delle poche candele anche con gli occhi chiusi. Si era alzato di scatto e gettato in terra le coperte, indifferente al freddo che lei gli lasciava sulla pelle. Come Drusilla,o, probabilmente molto peggio.
-ti usa, vecchio mio!-
ah! Stava diventando ripetitivo.
Quante volte se lo era detto? -mandala a farsi una doccia fredda- prima di incontrare la sua bocca e il sapore dei suoi baci -la prossima volta!- e poi cedere con rabbia -mi accontento anche di questo, posso accontentarmi!-
s'infilò di fretta un paio di pantaloni e una maglietta sdrucita, afferrò al volo lo spolverino.
Uscì.
§§§

Non le era per niente mancata Sunnydale. Lo doveva riconoscere.
E, dopo tutto quello che aveva visto, non le faceva più nemmeno paura.
Il che non era molto intelligente.
Era nella sua fase -sono potente nessunomibatte hodimenticatodinonaverepiùpoteri-
anche per questo aveva scelto di passare vicino al cimitero -è la strada più breve-
inconsapevole che era molto meglio perdere più tempo durante il cammino, ma arrivare viva a destinazione; che affrettarsi e non arrivarci affatto.
Non li sentì nemmeno, i vampiri. Accerchiarla.
Però li vide. Quando ormai era troppo tardi.
Gettò la borsa sul terreno e si piegò sulle ginocchia per evitare il peso morto che la caricava.
Schivò quello, ma non gli altri due, che la gettarono a terra.
E se anche fosse riuscita per un qualche miracolo a liberarsi di loro, c'erano sempre gli ultimi tre a guardare compiaciuti il compagno che si rialzava.
"ti ha fatto la bua?"
"la ragazzetta da del filo da torcere!" esclamò l'altro vedendo Willow gettare una manciata di terra negli occhi di uno dei suoi due assalitori.
L'ultimo quello che sembrava essere il capo, e il più forte, fece un cenno ai due che la tenevano. "prima i più anziani! Ragazzi, rispettate la gerarchia!" i due le serrarono le braccia e lei si preparò mentalmente a sentire la trafittura mortale.
Si era avvicinato abbastanza da disgustarla col suo fetore di marcio. Ma non abbastanza da rendere impossibile che qualcuno si frapponesse tra lui e la sua cena.
"ah si? Allora dovresti levarti dai piedi Rider! Perché io sono molto più vecchio!" si voltò un attimo verso di lei per controllare che quei due presi dal panico non facessero idiozie. Si voltò di nuovo verso di lui "scusa,idiota. Dammi un momento!" con velocità e grazia di predatore felino fece schioccare l'osso del collo di quello alla sua destra, che si accosciò come una marionetta svuotata. Non l'aveva ucciso, -l'ho immobilizzato, però- ci avrebbe pensato il sole il mattino dopo.
L'altro gli lanciò Willow addosso per distrarlo il tempo necessario a una fuga precipitosa. Spike l'afferrò al volo e lei si abbandonò contro il suo petto cominciando a tremare
-bentornata sulla bocca dell'inferno-
Spike tirò fuori dalla cintura dei pantaloni l'immancabile paletto e prese la mira "ti dice male amico! Stasera non mi va di essere magnanimo!"
il paletto lo raggiunse a cinque metri di distanza centrando il cuore dopo avergli spezzato in due la spina dorsale. Si girò verso i quattro rimasti tenendola ancora stretta.
"il prossimo?" a quelle parole il più giovane, quello che Willow aveva schivato, prese a correre nella direzione opposta alla loro.
Spike fissò la sua schiena inclinando leggermente la testa.
Willow lo vide afferrare un altro paletto -ma da dove li tira fuori?- "mi dispiace amico, ma come ho già detto stasera non sono dell'umore!" lo guardarono tutti puntare, lanciare e centrare il bersaglio. Come se niente fosse si spolverò i pantaloni con la mano libera.
A quella vista il capo, quello che Spike conosceva gridò qualcosa. Ma Willow non capì bene -che ha detto?- gli ultimi due rimasti, incitati dal loro sire si gettarono verso di loro.
Spike la guardò un momento e come se quegli idioti non stessero per piombargli addosso, le rivolse un sorriso "risolvo questa cosa e ti accompagno a casa, va bene?" la fece sedere sul terreno e si mise in posizione di difesa. Incredibilmente velocemente.
-risolve…questa cosa…???...- lo guardava con gli occhi sbarrati mentre sprecava l'ultimo paletto per raggiungere il petto del secondo vampiro e lasciare che il pezzo appuntito rotolasse fino a lei. Lo fissò, catatonica. "allora Rider, a quanto pare siamo rimasti io e te!" l'altro vampiro gli lanciò uno sguardo di odio puro, ma era chiaro che stava valutando una via di fuga possibile.
Adocchiò Willow poco distante, che ancora non si era ripresa dallo stato di semi incoscienza in cui era scivolata. Spike intercettò il suo sguardo "lascia stare la ragazza!" Rider lo fissò crudele "e perché? Una volta, se non ricordo male avevi una predilezione per le rosse! Poi…poi i gusti sono cambiati." Lo stava studiando e cercava di distrarlo, continuò "sai, si vocifera nell'ambiente che tu abbia fatto un viagetto. Beato te! Posti nuovi, bellezze esotiche! Però pare anche che ti abbia rammollito Spike" sibilò il suo nome con disgusto.
Facendolo veramente incazzare. "io non mi preoccuperei dei pettegolezzi!" " hai ragione!" provò ad assecondarlo "E poi vedi, che ti eri rammollito lo si sapeva già prima! Anima, o non anima!" gli si gettò addosso mandandolo a sbattere con la schiena su una pietra dura.
"dannazione!" -ma dov'è il paletto?- era più pesante. Molto più grosso e grasso fino all'inverosimile. E per questo più impacciato. "lo sai Rider, credo che questa curetta ricostituente ti abbia danneggiato!" lo scalciò lontano da sé beffandosi della sua scarsa agilità.
"sei forte Spike! Pensavo di sfiancarti con un paio di mossette e invece sembra che dovrò impegnarmi di più" "col tuo peso sicuramente!" qest'ultimo commento lo rese livido di rabbia "sai" sibilò "quando lavoravo per te credevi di essere il capo. Ma era la tua bella puttana, il capo! Niente di quello che tu decidevi si attuava senza il suo consenso! Lo sapevi questo?"
se la cosa lo colpì non lo diede a vedere.
"stai per morire, lo sapevi questo?"
Spike si preparò a colpirlo. Si accorse una frazione di secondo troppo tardi che dalla tasca del suo ingombrante soprabito aveva tirato fuori una pistola.
E che aveva sparato. Prendendolo di striscio alla spalla destra.
E sparando una seconda volta ferendolo più seriamente appena sotto lo sterno.
"con i tempi che corrono…bisogna premunirsi, vecchio mio!"
Ignorando la macchia rossa che si allargava sotto la scapola Spike si rimise in piedi e ruggì trasformato nel demone e davvero inferocito. Con un calcio gli fece volare dalle mani la pistola e lo gettò a terra bloccando la sua pancia prominente tra le gambe.
Gli affondò le mani nel collo grinzoso sperando di sentire da un momento all'altro lo schiocco che ne indicava la rottura. Non avrebbe resistito ancora a lungo.
L'altro si dimenava, viscido come un'anguilla "o, andiamo Spike! Io non ti avrei ucciso, le pallottole non uccidono i vampiri come noi, lo sai" "a no?" arrancò l'altro in preda a un folle dolore al petto "e che volevi fare, un picnic?" non riusciva più a tenerlo.
Si voltò nel posto in cui aveva lasciato Willow seduta "strega, un paletto maledizione!" trovandolo vuoto -ma dov'è andata?- tornò a fissare il vampiro sotto di sé "siamo rimasti soli, a quanto pare! Meglio, sarà più divertente" sorrise ironicamente scoraggiato.
E fu allora che avvertì vicino a lui la sua presenza. Rimase affascinato mentre la vedeva impugnare la pistola e fargli segno di alzarsi mentre manteneva l'altro sotto tiro.
"le pallottole non uccidono i vampiri, giusto?"
la vide puntare all'inguine in un misto di incredulità e ammirazione
"ma credo che faccia parecchio male? Spike tu che dici?"
lo sentì chiederglielo ma fissare il suo aggressore con ferocia "tra poco lo sapremo."
-logico che si voglia vendicare!-
pressò con soddisfazione il dito sul grilletto e sentì il guaito animale di dolore e vide il ghigno di follia omicida dipingersi sul volto del mostro "lurida cagna!" "ehi verme! Impara a trattare le signore!" Spike si frappose tra lei e il vampiro che si dibatteva in preda al dissanguamento come se le sue sole parole la potessero ferire. Addolcì lo sguardo per rivolgersi a lei "andiamo" le cinse la schiena con un braccio trattenendo un gemito.
La guardò negli occhi per cercare una qualsiasi forma di espressione.
Rimanendo profondamente deluso. Che fine aveva fatto la streghetta dai capelli di rame e gli occhi più grandi che aveva mai visto? Quello era un mascherone di indifferenza.
Si ritrovò a chiedersi se ne avrebbe dovuto avere paura.
La strega scosse la testa e con un altro cenno gli indicò il frammento umano che si dibatteva,
"non credo tu voglia lasciarlo così" sussurrò con voce priva di espressione.
La guardò incuriosito. Come a rispondere a quello sguardo Willow gli passò il paletto.
Stupito se lo rigirò qualche istante fra le mani prima di compiere l'affondo mortale.
E vederla crollare al suolo.

§§§