"Creatore e creatura" di Pedistalite

14 settembre 2003

Scrivere diventa quasi un'esigenza viscerale quando si impara quali sono i vantaggi che ne derivano. Lo so, molto poco poetico parlare di questo!
Ma chi mi conosce sa che non mi piace fare elogi al genio senza parlare anche dello sfondo.
E lo sfondo che sta dietro la scrittura è quello vastissimo della nostra mente.
Ognuno di noi può dare la possibilità ai propri desideri più inconsci e segreti di esprimersi attraverso la penna…
E allora ecco che le paure di tutti i giorni, il bisogno di sentirsi amati, i sentimenti che ci rendono diversi gli uni dagli altri, che ci rendono vivi…si vestono di altre forme.
Si trasformano in racconti scintillanti e barocchi.
Discreti e ottimisti.
Cupi e malinconici.
Ecco che magicamente gli eroi che noi descriviamo si modificano, iniziano a somigliare di più a come li vorremmo.
O a come vorremmo essere noi!
È talmente rassicurante sapere che il foglio e la biro, o -come in questo caso- il pc, possano adattarsi ai nostri voleri…
Così comodo e sicuro.
Niente impegno eccessivo, niente paura di sbagliare.
Assolutamente nessun fallimento.
Tutt'al più la perdita di qualche giorno di tempo per tornare indietro. E riscrivere quello che non ci piace.
E farlo andare esattamente nel modo che abbiamo scelto.
Niente rischi.
Tu scegli.
Tu vuoi.
Tu crei.
E il prodotto finito è lo specchio fedele di te stesso.
Di quello che ci aspettiamo -e vorremmo- che la vita ci dia.
Alle volte mi chiedo se non sono un po' cinica…
Però è così che la penso.
I sogni che non potremmo mai veder realizzati
all'improvviso si animano, si concretizzano sotto le nostre dita.
Diventano tangibili. Sembrano quasi respirare.
Li abbiamo creati noi.
È così che sono nate le grandi storie d'amore, le grandi avventure piene di pericoli in cui eroi gotici e temerari affrontano l'inaffrontabile pronti ai supremi sacrifici.
La scrittura esprime una frazione dell'uomo.
Anche a chi non ama questo genere di divertimenti -io ne conosco tanti di ragazzi che non leggono e non scrivono niente, forse neanche sognano- sarà capitato di vedere la possibilità che si nasconde dietro una cosa piccola e innocua come un libro.
O una penna.
Il mondo vastissimo della fantasia che ci anima.
In fondo ogni scrittore o scrittrice lo sa.
Siamo creatrici di sogni.
Realizzatrici di aspettative.
Ci trasformiamo nelle nostre protagoniste e trasmettiamo loro un pochino di noi stesse.
Assumendo un pezzetto del loro modo di essere.
Ecco come lo vedo: uno scambio.
Dare e avere.
Sogno e realtà.
Creatore e creatura.
Di la verità!
Si, tu che stai leggendo!!!
Ti vedo sai! ^_^
Non hai mai voluto essere al posto di una delle nostre eroine?
Una di quelle delle nostre storie, o di quelle della grande macchina inventa-e-realizza-sogni che è il cinema?
Non hai mai sognato per un'istante di pazzia e bisogno di essere proprio lei? O lui?
Di vivere la notte come Angel, di baciare Spike? Di vedere i battibecchi tra Doyle e Cordelia?
Di inventare una storia e viverla nella maniera più perfetta?
Non ti sei mai esaltato pensando che potresti essere come dio?**
Tutta la faccenda allora prende un altro aspetto…
Sembra più interessante.
Scrivere è la possibilità di ricevere un regalo inaspettato, in tempi come questo in cui sembra che nessuno ti regali niente.
Scrivere ti prende, ti agita.
Diventa la possibilità di ordinare secondo il tuo metro il caos della vita.
Di prenderti le tue rivincite su chi pensa che non hai niente da dire, su chi critica il tuo aspetto, su chi non ha fiducia in te.
Così nascono eroi ed eroine perfetti da ogni angolazione.
Perfetti, ma credibili, naturali. Umani.
Così nella nostra mente gli regaliamo un po' di problemi che possano superare senza danni e dolore eccessivi.
Per uscirne da vincitori.
Scrivere diventa la possibilità di avvicinarsi alle zone d'ombra a cui non sei abituato a fare caso.
A quelle che ti guardi bene dall'avvicinare quando cammini di notte su un marciapiede solitario.
E così nascono i temibili antieroi.
Le rappresentazioni delle nostre più atroci paure, che hanno spesso non i lineamenti deturpati del male che si riconosce.
Ma sono più infidi, nascosti dietro il volto bellissimo di un'amante, o i tratti delicati di un padre gentile.
E qui mi viene in mente Edgar Allan Poe quando scrive:
- "Figlio mio" disse il demonio poggiando la mano sopra la mia testa…"
Ma non preoccuparti, le citazioni sono finite. E non sono un'abitudine!
Scrivere è tutto questo.
È molto di più.
È proprio alla fine di lettere come questa che mi chiedo se ho detto proprio quello che volevo dire… Picasso diceva: "l'arte mi prende e mi fa fare ciò che vuole"
Visto? Ho mentito sulle citazioni…
E non sono Picasso!
Accumulo difetti. Sto perdendo punti, vero?
Ma l'avevo guadagnato qualche punto, con questa specie di arringa?
Si, si. Parlo sempre con te!
Se hai avuto il fegato di arrivare qui…allora sei a buon punto per iniziare a leggere le mie storie!
(un po' di pubblicita non guasta ^_-)
La scrittura è una forma d'arte. Che contagia e trasforma.
Vivifica e annulla.
La vita è un'altra cosa.
Ma niente nel mondo per come lo conosco io è mai nettamente separato!
C'è un po' di vita in ogni foglio.
In fondo alla pagina c'è un po' di ognuno di noi…

** la mia è un'affermazione al puro scopo metaforico, nessuna intenzione di suscitare polemiche o di offendere la fede in qualsiasi religione