Eh si!
Anche i più delicati fiorellini di campo possono venire traviati!
Lo slash (e la sottoscritta) hanno colpito ancora!
Orlando e Viggo.
Dopo tempo immemorabile di speculazioni, e foto, e ff lette e raccontate, la gatta Margot ha ceduto!
Qualche mese fa mi disse “Pedi, ne sto scrivendo una!
Lo sai che è proprio slash? :)”
Il mio unico commento fu intraducibile!
Dopo invece le parole si sono sprecate…
La gatta ha scritto una storia interamente per me!
E la cosa mi riempie di tanto orgoglio che probabilmente strariperò!
E sapendo di chi stiamo parlando, immagino che i commenti sul risultato siano inutili…
Però io so che Liz, come tutti i gatti che si rispettano, fanno le fusa quando sono coccolati…
E allora perché risparmiarmi il piacere di sentire quel morbido pelo gonfiarsi sotto le dita??
La storia di Orli e Viggo è reale. Così umana, così credibile…
Percorsa da un sotterraneo senso di struggente tenerezza.
Margot sembra avere un Viggo a portata di pensiero… anzi le riflessioni di questo artista rinascimentale che ci ha conquistate -come uomo, come attore e come personaggio - sono talmente sentite e ben descritte che esulano dalla ff.
Entrano direttamente nel cuore. E raccontano di sentimenti forti. Di decisioni giuste e difficili.
Di un Aragorn che vede in Legolas l’immortalità che non potrà mai avere.
Di due uomini che si incontrano. E non si lasciano. “Perché ci si lascia, ma non ci si lascia mai veramente”
-Chiavi di lettura- è una storia delicata e dolce.
Ed è una storia di cameratismo, battute intriganti e sorrisi.
Una storia che mi mostra uno stralcio di quello che è successo in sedici mesi di riprese. Che mi mostra un gruppo di scritteriati che assomigliano tanto ai personaggi che interpretano, da Karl e il suo cipiglio da falco a Dom che diventa (per citare il –nostro- Viggo) “pirotecnico”.
Che assomigliano a una famiglia. Tutti amici.
È una storia che mi permette di poter dire “io c’ero! E mi sono immensamente divertita!”
Una storia che va letta. Perché conserva, come tutte le storie più autenticamente ispirate dalla fantasia, una traccia indelebile di concretezza. Una sorta di vita vera che brilla e riscalda come la catenina di Viggo tra le mani di Orlando.
“Potrebbe essere andata così. E noi potremmo non saperlo…” ti ho detto ieri.
“È proprio questo il bello!” mi hai risposto.
In fondo “visto che è un segreto che sanno tutti… io direi che possiamo continuare a far finta di non saperlo.”
Hai ragione.
È proprio questo il bello.
Michela.